Tzigania | Reportage

Transylvania _ Romania | From tzigania to tzigania by autostop

Il mio viaggio nell’Est Europa oltre a portarmi in paradisi naturali e cittadine sgarruppate in cui di volta in volta seppellire un pezzetto de core, mi ha anche dato la possibilitá di realizzare un foto-reportage nel mondo Gips

Quella che segue é un’anteprima di mostre e progetti che intendo sviluppare per rendere piú eloquente la traccia di questa cultura. Sono diventato membro dello Tzigania-Project, un associazione creata da Chuck, un giornalista americano che ho conosciuto a Vâlcele e con cui sono diventato amico e collaboratore,  e mi piacerebbe riuscire anche a cavar fuori qualche soldino per aiutare gli abitanti di un villaggio sperduto nella foresta di Hetea, sia a preservare la loro tradizione che fornendo loro generi di prima necessitá

Sono uno dei piú grandi zingari che conosco e probabilmente la mia patria se ne ho una si chiama Zingaria, sin da piccolo ho sempre subito un grande fascino per gli zingari che vedevo per strada e ho sempre pensato che a differenza delle altre persone costoro ne sapessero di piú, e che ne sapessero pure una piú del diavolo. Le persone comuni sono perlopiú terrorizzate o schifate dagli zingari, hanno paura di essere fregate o derubate, ma siccome io non sono fregabile ne ho nulla di cui essere derubato, non ho paura degli zingari, anzi mi piace stare in loro compagnia

Ho attraversato tutta la Transylvania in autostop e di volta in volta, per andare da un villaggio gipsy all’altro, mi trovavo a chiacchierare con chi mi aveva dato uno strappo, e nessuno riusciva a credere che andassi veramente a fare reportage nelle tziganie (qua i villaggi zingari si chiamano così), invece sono andato, eccome, e quello che segue é un estratto del materiale che sono riuscito a mettere via

Poco dopo il confine con l’Ungheria, dopo Oradea c’é una piccola cittadina che si chiama Huedin 

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sembrerebbe una cittá di provincia normale se non fosse che a un certo punto, qua e lá, iniziano a spuntare questo genere di case

e questo genere di soggetti

Sí, di primo acchito ha del surreale e immagino che molte persone si darebbero alla fuga anziché proseguire la propria indagine e passeggiata, eppure perché mai? Non si tratta forse di donne e bambini? Basta dirgli bakhtaloo e si prendon già meglio

Ho fatto delle ricerche e quello che emerge é che questi gipsy – secondo un indagine del Daily Mail che cita fonti poliziesche – hanno i denari necessari per costruire – illegalmente – queste faraoniche ville grazie ai furti perpetrati soprattutto nel Regno Unito. Ma vediamone qualcuna, di queste famigerate ville che si ispirano al Taj-Mahal e alle Torre di Babele, secondo quanto ho letto in un libro che tratta il tema gipsy dal punto di vista storico-culturale

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Parlando con gli Gipsy locali ho compreso che queste case valgono delle vere e proprie fortune, e il fatto che le costruiscano a questa maniera cosí ostentatrice e megalomane é conseguenza dei valori che alcune tribú o clan gipsy conservano. Lo stile e la stravaganza per molte comunitá di gitani sono un’osservanza quasi religiosa, un tratto distintivo, una fetta della loro innegoziabile cultura

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Welcome to Villa Tarzan True Gipsy Style #reportage

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Girando per la cittadina ho conosciuto i bambini di una famiglia di questi zingari, costoro mi hanno invitato a casa loro a dare un’occhiata e bere qualcosa

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Nonostante fossero una dozzina di bambini e facessero letteralmente impazzire la povera donna che ne aveva cura (che era la madre di 5 di questi ragazzini), sono riuscito a capirci un po’ di piú, visto che molti di loro parlavano benissimo sia l’inglese che lo spagnolo. Non esitano a dirti che hanno imparato queste lingue in Inghilterra e Messico perché vanno a scuola lá, e non hanno alcuna riserva nel dirti chiaramente che loro vivono nel lusso sfrenato perché hanno tanti soldi per poterselo permettere. Sono bambini ma solo a metá, non so come dire, l’altra metá che li compone é una sagace malizia

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Sono entrato nelle loro dimore e posso assicurare che non badano davvero a spese, io personalmente il loro stile lo trovo un po’ kitsch, non vorrei mai una casa del genere ne tantomeno riuscirei a vivere in un posto che ha cosí tanto gli occhi addosso, peró che fare a loro piace. Le foto degli interni della casa e altre foto della pazzesca cittadina di Huedin saranno oggetto di mostre a tema che ho l’ambizione di esibire in alcune cittá europee

Ora passiamo a parlare della tzigania di Ceuaş, in provincia di Mika, profonda campagna rumena

Sono venuto qua non certo per caso, su internet c’era il contatto per soggiornare a casa di un violinista gitano, Mezei Sonyiko, che dava la possibilitá di fare un giro nel villaggio in cui é nato e cresciuto, prima di spostarsi qualche chilometro piú in lá, in una bellissima casa di campagna e vivere una vita all’insegna della sua passione e missione, che é la musica, assieme alla moglie e i figli

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Dopo aver abbondantemente mangiato, dormito, chiacchierato ed essermi comprato cappello da musicista Gabor e un cd della musica di Mezei, siamo finalmente andati a visitare la tzigania di Ceuaş

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É come avere accesso in un’altra dimensione, é come se all’improvviso un portale dimensionale si aprisse per scaraventarti in tutt’altra realtá

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D’accordo, sono d’accordo, nessuna persona ragionevole entrerebbe mai qua dentro senza avere un accompagnatore di fiducia, tantomeno io, ma siccome la guida ce l’avevo, mi sono potuto sbizzarrire a fare foto e conoscere gli abitanti del villaggio

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E ho conosciuto la famiglia di Mezei, che ancora vive al villaggio, pur avendo e mantenendo una calma e una serenitá che al contrario manca in molte altre case del vicinato, per quanto mi é stato dato modo di capire

Il resto del villaggio é praticamente allo stato brado, non mancano i generi di prima necessitá ma le case sono costruite in modo primitivo e una forte burrasca potrebbe certamente spazzare via buona parte della tzigania. Centinaia di bambini giocano nella terra e nel fango, e i grandi portano avanti qualche lavoro di manutenzione a Huedin e Mika, soprattutto fanno ornamenti e lavori col ferro, oppure lavorano nei campi lá intorno

Un anziano mi si é avvicinato, mi ha guardato e ho visto nei suoi occhi commozione e disperazione. Cosí gli ho provato a chiedere che ti succede buon uomo? E quello mi ha mostrato delle rovine, mi ha detto che sua moglie é morta sotto quelle rovine, quando é ceduto il tetto della loro casa, poche settimane prima. L’ho abbracciato e l’ho stretto forte, gli ho detto che solo il tempo li separa, e quello mi ha fatto un sorriso, e dopo é rimasto con lo sguardo immobile ad osservare i bambini che giocavano, strillavano e saltavano al vedermi

É certo che un’esperienza del genere ti lascia il segno, é naturale che fare un viaggio dentro un mondo simile non ti lascia come ti ha trovato, ed é nello sguardo e nei sorrisi di questi bambini che si posa il mio cuore

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Andando qua e lá per la Transylvania in autostop mi é capitato di incontrare in un bar un simpatico tipo che ha voluto portarmi al ristorante e poi col taxi fino alla tzigania di Targu Mureş, siccome era incredulo del fatto che stessi realmente facendo questo genere di reportage ha pensato bene di portarmici lui

Ma quello che sono riuscito a vedere é poco, siccome ad un tratto gli scatenati bambini del villaggio hanno iniziato a salire sul tetto del taxi e saltare come pazzi. Il taxi é dovuto scappare via, e tutti noi ridevamo della tragicomica vicenda

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Questo genere di avvenimenti sono molto probabili se si cerca di entrare in una tzigania con un taxi giallo, e compreso questo ho stretto contatto con Chuck, che come dicevo é colui che ha dato vita allo Tzigania-Project in quel di Hetea, dove stavo presubimilmente avviandomi a giungere

Chuck é un tipo d’altri tempi, é venuto in Romania una decina di anni fa per scrivere un articolo sugli zingari dall’America e in qualche modo é rimasto ancorato a questa terra e a queste tradizioni. Da solo, con immenso spirito creativo e tanta passione é riuscito a stringere legami e contatti con abitanti del luogo e diverse famiglie gipsy che vivono nella zona, in particolare con quelli che vivono nella foresta, come eremiti, raccogliendo funghi e rivendendoli ai mercati locali

Ho soggiornato a casa di Chuck per qualche giorno, accanto alla sua dimora v’é la casa di una famiglia romena che appoggia il Tzigania-Project e offre abbondanti pasti ai visitatori, nella foto che segue sono nel loro grande giardino, circondato dalle valli dell’infinita maestá transilvanica

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Per giungere a Hetea é necessario farsi venire a prendere con la carrozza dagli abitanti della Tzigania, altrimenti é possibile venire derubati per la strada, che si inerpica nelle foreste sperdute dell’affascinante luogo

Quello che si mostra al visitatore é certamente qualcosa che difficilmente riuscirei a spiegare se non avessi delle immagini a farmi da supporto

La sensazione di essere non solo in un altro mondo, ma pure in un mondo letteralmente sperduto é persistente, laggiú riuscivo a rendermi conto di essere finito per davvero oltre i confini di ció che normalmente chiamiamo mondo

Case fatte di terra e legna, in un paesaggio di pura desolazione. Cavalli, vacche, capre, cani polli e galline che convivono in armonia con il resto degli uomini presenti, un migliaio di persone arrampicate nel Nulla

Questi sono gli Gipsy Kashtaloo, quella che viene considerata l’ultima casta di zingari. Non hanno una lingua propria e non sanno molto delle proprie radici. Vengono considerati gli intoccabili

Un altro scorcio del villaggio

guardate che posto

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Sono stato ospite di una famiglia la cui donna di casa ha preparato abbondante pane fatto a mano, con funghi melanzane e uova fritte. Un’autentica delizia. Ma la cosa che piú mi ha affascinato sono stati i volti e gli sguardi di questa gente, guardate

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e guardate ancora

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Gipsy Kids | Tzigania Hetea #travelphotography

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Hetea, provincia di Vâlcele, impossibile dimenticarvi

Potete saperne di piú ordinando questi libri e opuscoli allo Tzigania-Project, o facendo ricerche proprie, magari facendovi un viaggio

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Potete contattare Mezei Sonyko e Chuck ai seguenti link

https://www.facebook.com/mezei.sonyiko

https://www.facebook.com/tzigania.tours

Afstasto Amici, grazie Romania!

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